La mia storia
“La cura che nasce dal movimento”
La scelta di aiutare
“La motivazione che guida il percorso professionale”
Ciò che mi ha portato ad intraprendere questo percorso è stata la volontà di aiutare le persone a raggiungere un miglior stato di salute e ottenere e preservare, a tutte le età, il maggior grado di autonomia possibile.
Nota: per non essere ripetitivo con le stesse foto, ho inserito qualche imagine di questo genere, ma sentiti liberissima di scegliere alter foto o immagini che ritieni più adatte.
La vocazione alla salute
“Aiutare a preservare la capacità di autonomia in ogni fase della vita”
Quando, al liceo, arrivò il momento di fare LA scelta che avrebbe in qualche modo delineato il mio futuro, non avevo grandi passioni o ambizioni a guidarmi, sapevo soltanto che avrei voluto un percorso che mi permettesse di potermi prendere cura delle persone. Allora avevo anche da poco scoperto quanto mi piacesse passare il tempo con i bambini e quanto fosse stimolante e divertente stare con loro e, scorrendo la lista delle professioni sanitarie, scoprii la figura del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età evolutiva e a quel punto tutti i puntini si unirono.
Il corpo come risorsa
"Due percorsi accademici, un unico obiettivo "
Durante i tre anni di corso di laurea fui affascinata in modo particolare dalle incredibili potenzialità del corpo e da lì nacque per me il bisogno di approfondire l’ambito della riabilitazione motoria. Questo mi portò, subito dopo la laurea, a fare un altro test d’ingresso ed entrare nel meraviglioso e sfaccettato mondo della Fisioterapia. Mi sono quindi appassionata anche alla riabilitazione del paziente adulto ed anziano, soprattutto in ambito neuro-muscoloscheletrico e la mia formazione è proseguita in questa direzione e prosegue tutt’oggi.
Movimento e potenzialità
Superare la percezione di fragilità attraverso il movimento terapeutico
Il mio obiettivo è accompagnare le persone verso una maggiore consapevolezza delle enormi potenzialità del proprio corpo, spesso percepito come fragile e da proteggere.
Attraverso il percorso terapeutico, le aiuto a raggiungere un miglior stato di salute e a ottenere e preservare, a tutte le età, il maggior grado di autonomia possibile.
La presa in carico oltre il sintomo
"Riconoscere e valorizzare le capacità, le sfide e le aspirazioni di ciascuno"
Perché questo sia possibile, è necessario avere un approccio biopsicosociale, che non consideri solo la componente puramente biologica, ma prenda in carico la persona nel suo contesto di vita e con tutte le sue credenze, convinzioni, fragilità, necessità e desideri.
Nota: non sapevo quale immagine scegliere, mi piacciono entrambe. Valuta tu in base al contesto quale delle due ci sta meglio!

